Il Softair Training:
Un nuovo strumento per lo sviluppo delle capacità manageriali
di Daniela Fregosi *
Premessa
Il Softair ed i softgunners sono da tempo impegnati nel tentativo di legittimare questo sport come strumento educativo e formativo dandogli tutta la dignità che merita e liberandolo dalle accuse demonizzanti di attività violenta, pericolosa praticata solo da bellicosi guerrafondai frustrati.
Il presente articolo, frutto di un'esperienza diretta, un'accurata indagine bibliografica e della collaborazione con il Vipers Club di Grosseto contiene una serie di riflessioni ed una ricerca/sperimentazione sul Softair presentandolo come un valido strumento formativo per lo sviluppo delle capacità manageriali (Softair Training).
In una notte d'agosto…….: come nasce l'idea
Le idee migliori ed i cambiamenti comportamentali spesso nascono dallo sperimentare situazioni nuove ed inconsuete mettendo alla prova la propria capacità di gestire l'imprevisto, …e questo un formatore lo sa bene. Così in una notte d'agosto del '95 psicologa del lavoro, consulente aziendale, formatrice mi ritrovo nella situazione poco ortodossa di strisciare nella campagna maremmana, in tuta mimetica, con un berretto nero, grandi occhiali ed un fucile in mano, facendo ben attenzione a non incappare nell'oscurità in siepi spinose, "regalini" lasciati dalle pecore durante il giorno e animali notturni vari.
Per farla breve ho sperimentato una notturna di Softair con il Vipers Club di Grosseto in piena regola!!!.
Al di là del divertimento, del gusto per il nuovo, delle nuove conoscenze fatte, mi è stato impossibile, anche per la professione che svolgo, non sistematizzare l'esperienza fatta ed intravederne le enormi potenzialità formative.
Nasce quindi l'intuizione che l'esperienza del Softair, rivista e riadattata in termini didattici, potesse essere uno strumento per sperimentare, sistematizzare e sviluppare alcune capacità personali e manageriali.
L'idea di base non è nuova, trova infatti le sue premesse concettuali nel metodo dell'Outdoor Development (lo sviluppo di capacità personali/professionali attraverso attività outdoor, fuori dall'aula tradizionale). E', quindi, utile spendere qualche parola su questa metodologia prima di individuare l'applicabilità del Softair Training.
Le origini concettuali: l'Outdoor Development
L’Outdoor Development , metodologia didattica "emergente" perché recente, poco conosciuta in Italia e quasi del tutto impraticata, si propone di operare trasformazioni profonde rispetto alle metodologie tradizionali di formazione e/o proponendosi di andare "oltre il confine" rappresentato proprio dalle condizioni, situazioni, problemi abituali di lavoro dei partecipanti.
L'impiego dell’O.D. trova la sua giustificazione nel contesto di riferimento (sia personale che professionale) in costante e rapido mutamento che rende indispensabile a persone, lavoratori ed organizzazioni acquisire e accrescere le loro capacità in termini di :
- flessibilità
- gestione del cambiamento e dell’incertezza
- lavoro di gruppo per il perseguimento di un obiettivo comune
- tenacia e perseveranza
- creatività nelle risposte al cambiamento
- assunzione di rischi calcolati
Lontane radici di questo tipo di approccio formativo si ritrovano da un lato nei principi di apprendimento che ispirano le scuole di addestramento militari e dall’altro nella filosofia dell'Outward Bound di Kurt Hahn, un educatore tedesco, che a partire dagli anni ’30 in Germania prima ed in Inghilterra poi elabora una propria pedagogia basata sui principi di utilizzazione di tutte le risorse dei soggetti e della sfida intellettuale come tramite del completo sviluppo personale.
"Outwar Bound" era in origine il termine utilizzato per descrivere il momento in cui la nave leva le ancore lasciando la costa ed abbandonando la sicurezza del porto e Hahn introdusse nelle scuole da lui fondate il rischio e l'avventura in mare per formare i suoi alunni alla perseveranza, alla costruzione di gruppi di lavoro, alla sperimentazione della leadership, ecc…
In seguito il concetto di "oltre confine" è stato esteso ad altri territori avversi (deserti, boschi, cascate, montagne, fiumi, ecc…)
Dal punto di vista dell'apprendimento l'O.D. si riallaccia a modelli di tipo esperienziale (Kolb, Pfeiffer , Jones) del tipo:
- sperimentazione attiva
- riflessione
- generalizzazione ed applicazione ad altre situazioni
L'apprendimento esperienziale è più efficace perchè comporta un coinvolgimento attivo nel processo stesso e permette agli individui di interiorizzare/memorizzare maggiormente i concetti avendone avuta un'esperienza diretta.
L'utilizzo del Softair Training come Outdoor Management Development
E’ ormai indubbio il valore formativo che lo sport ha non solo per il fisico ma anche per mente e carattere : il gioco di squadra, il rispetto delle regole, la gestione del tempo, la tenacia, lo sviluppo delle capacità di sopportazione della fatica, il lavoro di gruppo, ecc.…
All'estero tutto ciò non è soltanto dichiarato, ma si è passati all'applicazione pratica utilizzando molti sport "naturalistici" dai nomi suggestivi (whitewater rafting, climbing, canoeing, bushwalking, orienteering, sea kayaking, desert trekking, sailing, ecc…) allo scopo di sviluppare capacità personali e professionali.
In Italia cominciano a comparire le prime applicazioni di Orienteering (sport di orientamento nel paesaggio con l'uso di cartine e bussola). Molto interessante la sperimentazione fatta dallo Studio Mario Silvano S.p.A. con il suo T.M.O. (Training Management Orienteering) illustrata in un articolo pubblicato sulla rivista New Age & New Sounds.
Ed è da questa premessa che nasce il legame tra Softair, Outdoor Development e capacità manageriali.
La filosofia del Softair Training si ricollega, quindi, per quanto riguarda i principi generali, alle esperienze/obiettivi dell’Outdoor Development ; se ne differenzia, però, per i seguenti aspetti:
- Praticità: maggior accento posto alla componente pratica e di raggiungimento degli obiettivi, caratteristica che rende più facilmente trasferibile l’esperienza al contesto professionale. Non si tratta, quindi, di vivere una pura sfida con se stessi in un ambiente naturale per lo sviluppo personale ma anche, e soprattutto, acquisire consapevolezza e capacità rispetto ad alcune componenti del comportamento manageriale efficace.
- Confronto: maggiore accento dato al confronto con l'esterno in quanto il gruppo non è solo ma deve confrontarsi, cooperare, negoziare ed in alcuni casi lottare in presenza di altre squadre.
Il Softair Training è una metodologia caratterizzata dai seguenti fattori :
- Apprendimento fuori confine : condizioni di apprendimento estranee o poco familiari ai soggetti e prevalentemente del tipo "territori naturali" più o meno hard, inospitali o difficili (ad esempio fiumi, boschi, territori scoscesi, ruderi, aree industriali dismesse). Tali condizioni sviluppano la capacità di gestire la novità, il cambiamento, l’incertezza in tempo reale. E’ ovvio che le difficoltà presentate ai partecipanti sia in termini di ambiente che di compiti/obiettivi da perseguire non possono prevedere situazioni "estreme" che potrebbero paralizzare l’apprendimento. In questo il S.T. si differenzia da altre pratiche dove l'obbiettivo principale è sperimentare la sopravvivenza in territori estremi. Si tratta, invece, di difficoltà da un lato gestibili e superabili mobilitando le risorse fisiche e mentali dell’individuo singolo e del gruppo, dall'altro di difficoltà che facilitino il trasferimento dell'apprendimento in situazioni di tipo personale/professionale.
- Compiti reali: i compiti di apprendimento sono compiti reali (esempio conquista bandiera avversaria, conquista di una postazione, mantenimento di una postazione, liberazione di un prigioniero, distruzione della squadra avversaria, ecc…) legati a problemi reali per persone reali in campo reale e con vincoli reali. In tali condizioni ambientali le decisioni devono essere prese e le conseguenze da esse derivanti sono reali, immediate e tangibili, la comunicazione deve essere chiara ed essenziale, il tipo di reazione/gestione di situazioni caratterizzate da "pressione" fisica e psicologica si fissa permanentemente nelle menti dei partecipanti. A differenza delle simulazioni e dei minicasi effettuati nelle aule tradizionali di formazione, i partecipanti sperimentano un processo di apprendimento attivo nel quale i risultati dei loro comportamenti/decisioni hanno un impatto diretto, reale ed immediato. Inoltre nelle situazioni di apprendimento dell'aula tradizionale (simulazioni e role-playing) gli individui possono in parte "barare", cosa che non è possibile nell'S.T.
- Divertimento: la metodologia si propone di associare il momento didattico/formativo al divertimento dimostrando che si può imparare anche divertendosi.
- Sfida: la componente sfida è essenziale. La sfida con se stessi per il superamento delle proprie barriere fisiche e psicologiche, la sfida verso il contesto ambientale nuovo e sfavorevole, la sfida verso la/le squadre avversarie.
- Forte motivazione: ogni partecipante ed il gruppo nel suo insieme sperimenta la motivazione al raggiungimento degli obbiettivi perché messo in situazioni reali e di coinvolgimento personale massimo. Inoltre viene sperimentato il superamento delle proprie barriere fisiche e psicologiche con conseguente aumento della motivazione.
Le finalità del metodo sono, quindi, quelle di proporre un percorso di apprendimento dalla realtà in situazioni che richiedono un completo coinvolgimento del soggetto (anche fisico) ed in condizioni inabituali tali da richiedere al soggetto stesso l’utilizzazione di tutte le sue risorse e la sperimentazione attiva in assenza di punti di riferimento stabili e rassicuranti.
Il S.T. si differenzia da altre attività di "sopravvivenza" perché tende a proporsi come metodologia per lo sviluppo di capacità manageriali. Si tratta, quindi, di un mezzo e non di un fine. Inoltre può essere sperimentato da chiunque (uomo o donna che sia) perchè non richiede un particolare allenamento ed addestramento fisico.
Di seguito vengono elencate le capacità manageriali che l’azienda/mercato richiede ai propri manager e che possono essere sviluppate e migliorate con l’esercizio del Softair Training:
- Problem solving: capacità di analizzare e risolvere i problemi incontrati attraverso la comprensione della situazione (ricerca ed analisi delle informazioni), la formulazione di una diagnosi, l'individuazione delle soluzioni possibili, la scelta di quella più efficace ed il suo presidio (definizione delle azioni da adottare ed i rischi comportati).
- Decision making: capacità di prendere una quantità di micro decisioni ad alta frequenza (possibilmente giuste) chiarendole, assumendosene la responsabilità ed i rischi derivanti, gestendone gli esiti e valutando la variabile tempo. Per esempio: attaccare o non attaccare, passare o meno, sparare o non sparare, rischiare di essere visti/sentiti o di non raggiungere l’obbiettivo, colpire un nemico o un compagno di squadra, ecc...
- Comunicazione: capacità di esprimersi in modo chiaro ed efficace dimostrando disponibilità all'ascolto e risultando convincente(comunicare la propria postazione, una strategia di difesa, l'avvistamento di un avversario, ecc...).
- Leadership e conduzione del gruppo: capacità di trasmettere modelli di comportamento guidando verso il raggiungimento degli obiettivi prefissati, esercitando deleghe efficaci, stimolando il senso di appartenenza e la partecipazione, cogliendo e valorizzando le differenze individuali (assegnare i compiti, definire una strategia "vendendola" ai compagni, creare uno spirito di squadra, ecc..).
- Pianificazione : capacità di preparare un attacco, una strategia d’azione, la propria attrezzatura personale (occhiali, caricatori, elementi mimetici, ecc..)
- Organizzazione: capacità di realizzare programmi operativi allocando ed organizzando le risorse (compagni, armi, attrezzature) coerentemente con gli obiettivi da raggiungere e controllando/supervisionando.
- Tenacia: capacità di agire con perseveranza rispetto agli obbiettivi operando con continuità e sopportando situazioni di stress elevato per periodi non brevi. Abituarsi a resistere, aspettare in silenzio, tenendo sotto controllo le proprie paure, entusiasmo, fretta, impulsività (in funzione del perseguimento degli obbiettivi).
- Equilibrio: capacità di mantenere sotto controllo la propria emotività dominando le situazioni di ansia e fatica psicofisica, dimostrandosi consapevoli delle proprie possibilità.
- Flessibilità: capacità di essere aperti al cambiamento accettando l'imprevisto e l'incertezza, adattandosi e valorizzando gli elementi positivi del cambiamento stesso. Cambiare decisioni, strategie e modificare aspettative in funzione di variabili che mutano (condizioni del tempo, modifiche nel territorio, strategie del gruppo avversario, ecc..)
- Visione a breve: capacità di prevedere e gestire le situazioni/problemi pratici immediati (es. come superare una siepe senza far rumore, come segnalare ad un compagno l’arrivo di un nemico, ecc...)
- Rispetto delle regole/onestà: capacità di rispettare le regole del gioco e gli altri (dichiararsi "morti" se colpiti, non utilizzare l'ASG al di fuori delle situazioni previste, ecc...)
Tutte capacità a-specifiche che possono essere sviluppate in tempi brevi e trasferite in contesti diversi da quello in cui sono state apprese.
Tra i risultati attesi con la partecipazione ad un programma di S.T. ……
- Costruzione del gruppo e lavoro di squadra: capacità di operare in sintonia con altri membri del gruppo al fine di conseguire efficacemente gli obiettivi finali. Creazione di cameratismo e spirito di gruppo. All’interno del lavoro di equipe vengono però anche valorizzate le specificità individuali : ciascuno contribuisce con ciò che sa fare meglio (attaccare, difendere, fare il cecchino, costruire trappole, ecc..)
- Autostima: aumenta la valutazione positiva sulle proprie potenzialità, capacità e risorse
- Fiducia e collaborazione: lavorare insieme su obiettivi non familiari rende necessario condividere l'esperienza, cooperare ed aiutarsi gli uni con gli altri. Questo fa emergere che il successo individuale passa attraverso il lavoro della squadra
- Sviluppo di relazioni interpersonali: possibilità di vedere i propri compagni/colleghi fuori dal contesto lavorativo e, quindi, in una luce diversa
- Riduzione dello stress : si tratta di una situazione che rappresenta una grande valvola di sfogo per lo stress accumulato (ambiente naturale, contatti umani ridotti al minimo, sforzo aerobico ed anaerobico, necessità di concentrazione su aspetti diversi da quelli fonte di stress quotidiano)
In sintesi questa metodologia si caratterizza per il tentativo di rompere i confini dell’aula come riferimento tradizionale del processo educativo attendendosi di sbloccare gli schemi abituali in base ai quali i soggetti apprendono.
Un ulteriore caratteristica è la dimensione del gruppo su cui il S.T. punta in modo decisivo : un gruppo solo di fronte a problemi concreti può scoprire effettivamente che cosa è un gruppo.
Il S.T. è particolarmente adatto in corsi intraziendali allo scopo di :
- sviluppare la capacità di lavorare insieme in modo più armonioso
- ridurre l’ansietà che accompagna la fusione di due organizzazioni
- ridurre la barriere tra reparti/uffici diversi sviluppando collaborazione
- sviluppare il senso di unità in gruppi dispersi geograficamente (es per le reti vendita)
- sviluppare conoscenze e comprensione reciproca fuori dall’ambiente di lavoro
Alcuni cenni metodologici
Dal punto di vista metodologico molta attenzione deve essere posta sulla scelta e progettazione dei giochi/obbiettivi in modo da massimizzarne la valenza didattica. Possono essere previsti:
- Esercizi a tappe (da esercizi individuali, ad esercizi di coppia fino a quelli da effettuare come squadra) per evidenziare le differenze esperienziali e di risultato tra il lavoro individuale e quello di gruppo.
- Incontri di Softair differenziati in sedute diurne e notturne per differenziare il contesto di apprendimento e sottolineare l'adattamento delle strategie di comportamento in contesti che mutano le loro caratteristiche.
- Esercizi di negoziazione tra squadre con punteggi finali per sperimentare (e poi sistematizzare) i processi di cooperazione/competizione.
Per ottimizzare il potenziale formativo del S.T. è necessario far seguire un debriefing con incontri di sistematizzazione teorica in aula allo scopo di facilitare il trasferimento dell'apprendimento nel contesto professionale di riferimento. Ciò significa individuare criteri/regole di comportamento manageriale attingendo all'esperienza di Softair appena sperimentata.
Alcuni degli argomenti che è possibile sviluppare ed approfondire in aula:
- la leadership: le caratteristiche del leader migliore ed il processo che porta alla sua scelta
- la suddivisione dei compiti e le modalità per raggiungere un obiettivo
- la costruzione di un gruppo di lavoro finalizzato ad uno scopo
- la delega
- la valutazione, valorizzazione e motivazione dei collaboratori
- elaborazione del passato : analisi critica degli schemi "di gioco" nostri e dell’altro, vincenti o meno che si sono utilizzati
- riflessione sulla variabile tempo: gestione del tempo (tempo di gioco) a disposizione in funzione del raggiungimento degli obiettivi.
All'estero ci sono già arrivati!!
" L'Outward Bound rappresenta per i gruppi di lavoro un'esperienza unica che permette di affrontare le avversità e sviluppare l'efficacia della squadra lavorando e vincendo insieme. Pochi giorni di tale esperienza sono riusciti a migliorare il lavoro di squadra più di quanto abbiano fatto tutte le precedenti esperienze di formazione manageriale"
Jack M. Scanlon - Senior Vice President and General Manager of Motorola
"L'Outward Bound mi ha insegnato a scegliere…Ho iniziato a capire il potenziale che è in me e come le scelte che faccio mi conducono in direzioni diverse"
Fernanda (una partecipante americana).
Si tratta di due commenti, il primo di tipo aziendale, il secondo personale, di persone che hanno sperimentato i vantaggi dell'Outdoor Development all'estero.
A testimonianza del ritardo italiano, numerose sono le aziende, le società di consulenza, gli istituti universitari ed i centri di formazione che effettuato studi, ricerche, sperimentazioni, da un lato, ed applicano dall’altro l'Outdoor Management Development. Alcuni tra i tanti nomi:
- CATnet Corporate Adventure Training Network (Associazione australiana che raggruppa soggetti/enti interessati all'Adventure Training)
- Corporate Outdoor Training (Società australiana che utilizza l'Outdoor Training per lo sviluppo delle capacità manageriali)
- Outward Bound (Organizzazione leader mondiale con le sue 40 scuole in 5 continenti che organizza corsi per lo sviluppo dell'autostima, della capacità di relazionarsi con gli altri, del rispetto per l'ambiente, attraverso l'avventura e la sfida)
- Bowles Outdoor Centre (Centro per la formazione manageriale)
- Twr Y Felin Outdoor Centre (Società inglese che attraverso la Pembroke Management Development (PMD) sviluppa programmi di Outdoor Management Development)
- Centrex (Società di formazione inglese che si occupa anche di Outdoor Management Development)
- Outward Bound Leadership Center
- Australian Outdoor Education Council (Ente australiano che supporta il lavoro delle associazioni che si occupano di Outdoor Education)
- Victorian Outdoor Education Association
- AEE (Association for Experiential Education)
- CATI (Corporate Adventure Training Institute) presso la Brock University in Canada
- NOLS (National Outdoor Leadership School) struttura con 6 scuole in america
- Project Hahn Scuola australiana
- Australian Journal of Outdoor Education
- Journal of Adventure Education and Outdoor Leadership
- ecc….
Una ricerca americana
Lo scopo della ricerca effettuata presso un’azienda americana di ingegneria aereospaziale (Bronson J., Gibson S, Kichar R., Priest S., "Evaluation of team development in a corporate adventure training program" in Journal of Experiential Education, 15 (2), 50-54, 1992) era quello di verificare i cambiamenti prodotti nel lavoro di gruppo in seguito ad un CAT program (Corporate Adventure Training).
Ai 28 manager (11 del gruppo di controllo e 17 del gruppo sottoposto ai 3 giorni di Ropes Course) è stata somministrata la versione più breve del TDI-s (Team Development Inventory (precedentemente il Cat program e dopo un mese). I risultati di tale indagine hanno fatto emergere differenze significative tra i gruppi nei seguenti aspetti:
Comprensione e raggiungimento degli obiettivi
Relazione ed interesse verso l’altro
Ascolto e comprensione
Decision making e problem solving
Riconoscimento e rispetto delle differenze individuali
Livello di performance individuale e di gruppo
Dare e ricevere feedback
Un'esperienza di Softair in una azienda italiana
Dati interessanti e utili feedback sono emersi da un'esperienza di Softair per una trentina di dipendenti aziendali presso la CarpeDiem (azienda di servizi con sede centrale a La Spezia). Nel caldo pomeriggio di ferragosto di quest'estate, un coraggioso manipolo di uomini e donne hanno deciso di effettuare un incontro di Softair guidati da alcuni soci esperti del Vipers Softair Club di Grosseto che sta affiancando alle consuete attività ed incontri dei soci ricerche e sperimentazioni del Softair Training
Il gruppo è stato suddiviso in piccole squadre che si sono alternate nel seguente gioco:
Ambiente di combattimento : Macchia mediterranea
Modalità di svolgimento : Contro Guerriglia
Obbiettivo : Evitare la distruzione di un ponte di collegamento e distruggere le forze SWAPO (Organizzazione Popolare Africana del Sud Ovest)
Svolgimento del gioco: Sud Africa, nell'Agosto del 1981 l'alto comando dell'esercito lancia "Operazione Protea". Compito della compagnia Pathfinder localizzare e distruggere il campo delle forze SWAPO che, nel frattempo, avevano minato il ponte.
Pertanto i vari plotoni debbono trovare il ponte e disinnescare l'ordigno nel tempo di 1 ora e mezzo evitando le insidie dei cecchini dislocati sul territorio Angolano e delle forze a difesa del ponte. Inoltre I vari plotoni devono anche distruggere la base SWAPO, punto di partenza delle incursioni in territorio Sudafricano.
Al termine dell'incontro è stato somministrato un questionario di verifica dell'esperienza appena vissuta dai giocatori che ha fatto emergere i seguenti risultati.
Motivazione
I partecipanti sono stati motivati a sperimentare l'esperienza del Softair:
80.8 % Per sperimentare un modo diverso di divertirsi
23.1 % Perché sollecitato dai colleghi/conoscenti
15.4 % Per curiosità
7.7 % Per acquisire maggiori conoscenze/capacità
Attese iniziali
Altro (3) : interesse per la armi, piacere della sfida, gioco di squadra
La soddisfazione rispetto alle attese iniziali è risultata molto elevata soprattutto per la variabile divertimento:
50 % Ottimale
42.3 % Buona
7.7. % Sufficiente
0 % Scarsa
Risultati personali ottenuti
La partecipazione all'incontro di Softair ha permesso ai giocatori di (in ordine di preferenza decrescente):
Divertirsi
Acquisire maggiori conoscenze
Migliorare la collaborazione con gli altri compagni
Valorizzare le proprie capacità
Scaricare lo stress
Scoprire nuovi aspetti di sè
Valutazione dei compagni
Buona risulta la valutazione del contributo hanno dato dagli altri compagni della squadra alla riuscita del gioco:
50 % Buono
34.6 % Ottimale
11.5 % Sufficiente
3.8 % Scarso
Spendibilità nella vita privata e professionale
Ben il 50% dei partecipanti ha ritenuto che l'esperienza del Softair contenga degli aspetti spendibili nella vita privata (es. nuove conoscenze, maggiore preparazione fisica, arte dell'arrangiarsi, carica) ed il 38.5% spendibili nella vita professionale (es. Tenacia, socializzazione, riconoscimento e superamento di ostacoli, destione dell'imprevisto, capacità di lavorare in squadra per il raggiungimento dello stesso scopo)
Motivazione futura
La maggior parte si è dichiarata interessata a partecipare ad altri incontri di Softair (84.6%) e dell'opinione che altri colleghi/conoscenti possano essere interessati a parteciparvi (76.9 %)
Valutazione complessiva
Complessivamente la valutazione globale dell'esperienza è stata valutata:
42.3 % Ottimale
38.5 % Buona
11.5 % Sufficiente
3.8 % Scarsa
Alcuni feedback tratti dal questionario:
"E' strafico"
"Bello il posto, le persone, l'organizzazione"
"Mi sono immedesimato in un'azione vera impegnandomi"
"Tutti sono stati corretti e pronti all'immediata amicizia con gli avversari"
"Non immaginavo che, una volta dentro, la cosa mi coinvolgesse così"
Conclusioni
Nonostante il Softair sia nato come un sport finalizzato al divertimento, le riflessioni in merito all’Outdoor Management Development ed i risultati dell’esperienza effettuata dalla CarpeDiem dimostrano come quest’attività, se organizzata e progettata adeguatamente, abbia delle forti potenzialità formative da sfruttare.
Non esiste miglior strumento dell'azione come molla del cambiamento e quindi perchè non sperimentare direttamente la vita all'interno di una squadra, il guidare un gruppo verso il raggiungimento degli obiettivi, l'affrontare e gestire gli ostacoli previsti e non, l'affrontare il nuovo, il tutto come metafora della vita organizzativa e delle capacità manageriali necessarie alla sua corretta gestione?
Ma l'esperienza non si esaurisce qui, si tratta anche di stare a contatto con la natura, con i propri colleghi in una veste diversa e, perchè no, anche con aspetti di noi stessi che ancora non conosciamo (parola di chi ha provato!!!!).
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* Note sull'autore
Daniela Fregosi - Psicologa del Lavoro specializzata presso l'AIF di Milano (Associazione Italiana Formatori) svolge attività di Formazione e Consulenza aziendale come freelance http://www.strservice.it/minerva |